Dolce & Gabbana: Anatomia di un abito

Di pizzo nero, a bustier, a sottoveste, gli abiti super femminili di Dolce & Gabbana sono entrati nell’immaginario collettivo. I due stilisti a confronto sul capo feticcio delle loro collezioni….

 

La parola abito vi fa pensare a quello da uomo o da donna?
DD: A una perfetta giacca da uomo, così come ad un abito. SG: Perché scegliere?

Ricordate l’abito di vostra madre che vi piaceva di più?
SG: Certo, un abito nero con i pois bianchi. DD: Un tailleur nero che indossava con un velo in pizzo la domenica per andare

Vi è mai capitato di seguire con lo sguardo una sconosciuta che indossava un bell’abito?
SG: Certo. DD: Sempre.

Il primo abito che avete disegnato.
SG: Gli abiti dalle forme geometriche della nostra prima collezione. DD: Posso dire il primo capo che ho creato: un paio di pantaloni quando avevo sei anni…

Il più bell’abito che avete creato.
DD: Non riusciamo a rispondere a questa domanda. Nel momento in cui li stavamo disegnando a noi piacevano tutti.

L’abito che vi ha colpito in un film.
SG: Sicuramente quello indossato da Claudia Cardinale nella famosa scena del ballo del film il “Gattopardo”. DD: La sottoveste che indossa Anna Magnani nel film di Luchino Visconti “Bellissima.

L’ abito che vi ha colpito in un dipinto.
SG: L’abito dipinto da Alma Tadema nell’opera “Ask me no more”. DD: Tutti gli abiti dipinti da Tamara de Lempicka.

L’abito del passato che avreste voluto disegnare.
SG: Quelli indossati dalle donne alla corte del Re Sole. DD: Lo smoking da donna.

Un abito passepartout che tutte le donne dovrebbero avere nel guardaroba.
SG: Un abito in pizzo nero. DD: Un tailleur sartoriale.

Il colore che preferite e quello che odiate.
SG: Non ne odio nessuno, ci sono colori che non porterei perché non mi stanno bene. Amo il rosso del rubino e il nero. DD: Il nero.
Il tessuto feticcio dei vostri abiti.
DD: Il broccato per la donna e il velluto. SG: Il pizzo per la donna e anch’io il velluto.

Qual è l’abito per cui Dolce & Gabbana vorrebbero essere ricordati nella storia della moda?
DD: Più che per un abito vorremmo essere ricordati per il nostro stile.

Il tessuto che si presta meglio alla costruzione di un abito.
DD: I tessuti maschili in generale si prestano molto.

Un periodo storico di cui vi piace particolarmente lo stile degli abiti.
SG: Gli anni ’50.

Il processo creativo dietro un vostro abito: l’ispirazione parte da un colore, un tipo di stoffa, o….?
SG: Si parte da una serie di immagini. Le nostre collezioni nascono come veri e propri film, con una storia, i suoi personaggi. L’ispirazione in sé può venire da tante cose: dalla gente che vediamo camminare per la strada, da un film che vediamo, da un libro, una canzone…DD: Tutti questi stimoli che riceviamo si mescolano con la nostra tradizione sartoriale, la cultura italiana e il DNA del nostro marchio, fino a creare qualcosa di completamente diverso e nuovo.

Un modello d’abito che non vi piace.
SG
: Non esiste. Tutto dipende da come e da chi lo indossa.

L’abito più sexy è scollato sulla schiena o sul seno?
DD: Sicuramente sul seno.

Il dettaglio che controllate prima di mandare un vostro abito in passerella.
SG: Tutti! Controlliamo tutto senza tralasciare nulla.

L’abito che vi ha fatto più penare.
DD: Non ne ricordo uno in particolare, sul momento ci sono collezioni che nascono più facilmente e altre che impiegano di più. SG: E altre ancora che abbiamo cambiato e stravolto poche ore prima di una sfilata. Ma tutte queste cose si dimenticano non appena si inizia a lavorare a lavorare a quella successiva.

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